IS MASCAREDDAS | PRODUZIONI

Le mosche

Da un’idea di: Donatella Pau, Cristiano Bandini
Testo Cristiano Bandini
Regia Francesco Origo
Interpreti Tonino Murru, Marco Bisi
Pupazzi Donatella Pau
Scene Tonino Murru, Mimmo Ferrari
Progetto Luci Loïc François Hamelin

Sinossi
Lo spettacolo, liberamente ispirato al romanzo di William Golding: “Il signore delle mosche” è un tentativo di riflessione sullo stato attuale delle democrazie contemporanee. Se è vero che il valore della democrazia è nel “metodo democratico”, quanto questo valore procedurale è capace di contrapporsi all’affermazione e al consolidamento delle posizioni di potere tramite il metodo violento?

La trama de “Le mosche” prende come “dato storico” la vicenda dei ragazzi sopravvissuti a un disastro aereo su un’isola deserta, narrata dal romanziere britannico. A distanza di molti decenni da quell’avventura umana (e disumana) i due protagonisti/antagonisti del libro si ritrovano. Sono ormai adulti, e di quell’esperienza hanno due ricostruzioni diametralmente opposte.

Ralph, il “buono” del romanzo, rapisce Jack, il “cattivo”, con lo scopo di rivivere la vicenda dell’isola, esiti tragici compresi. Il suo scopo non è redimere Jack, piuttosto dimostrargli che il rispetto di quelle stesse regole che lui sull’isola non aveva voluto rispettare avrebbe portato, allo stesso esito, la salvezza.

La situazione di partenza è di atmosfere pinteriane, con una scena scarna, una stanza appunto, la stanza di Ralph, in cui si svolge tutto lo spettacolo. Ralph tiene Jack legato, e lo mette davanti al fatto compiuto: deve rivivere le stesse situazioni vissute decenni prima, e cercare di agire in modo diverso. Ralph gli mette davanti la stessa situazione di allora: la moltitudine di ragazzini se l’è ricostruita con le sue mani: Piggy, Sam ed Eric, i cacciatori, sono i pupazzi che entrano nello spettacolo come veri e propri attori, e con un ruolo da protagonista.

Ma il tentativo di Ralph fallirà ancora una volta. Le sue esitazioni, le sue goffagini, un certo buonismo che lo fa titubare anche di fronte all’inaccettabile, porteranno alla disfatta. Di fronte all’arroganza di Jack, venuto su cinico e calcolatore, senza il minimo rimorso, Ralph tentenna, inciampa, anche quando dovrebbe mostrare il volto severo e sicuro del “Garante” dell’interesse generale. Cerca di spiegare, accetta di discutere l’indiscutibile, pratica l’arte della persuasione, quando dovrebbe esercitare l’intransigenza nei confronti del rispetto della regole. E perde.

Jack quelle regole non le rispetta, e in assenza di una reale “sanzione” per i suoi comportamenti, vince. E l’interrogativo resta aperto: se è vero che “la democrazia si difende con la democrazia”, qual è il punto oltre il quale la democrazia mostra il suo punto di crisi? A che punto si attraversa la soglia oltre la quale la “libertà” non riesce più a garantire la propria sopravvivenza senza ricorrere all’esercizio della forza per difendersi da atti “eversivi”?

 

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